RAGAZZI DEVO PROPRIO AMMETTERE CHE NON CAPISCO PROPRIO NIENTE DI INGLESE .. MA NEANCHE DI MATEMATICA E RAGIONERIA !!!!!
Venerdi siamo andati al palù .. è stata dura arrivarci .. ma arrivati alla meta ci hanno accolto calorosamente i titolari del rifugio .. ed è iniziato il divertimento .. i compagni dell'altra classe sono tutti stra simpatici e soprattutto stra fuori!!!!
La discesa è risultata molto più dura della salita, lungo le piste non ancora innevate .. immersi nella natura incontaminata!!!
Arrivati al pulma mi sono dolcemente (come so fare solo io!!!!!) addormentata sul mitico dementmario .. e li abbiamo deciso di organizzare un a cena "di classe" peccato che l'idea non ha riscosso molto successo, infatti eravamo solo io, panna, dementmario e sammy!!!
Mi è molto piaciuta questa gita molto salutare a diretto contatto con la natura e in buona compagnia
P.S. Mi scuso per il tremendo errore del post precedente, il rifucio della foto non era quello nel quale abbiamo mangiato e bevuto!!!! Sorry!!!! =b
12/11/06
09/11/06
Evariste Galois!!!
Évariste Galois (Bourg-la-Reine, 25 ottobre 1811 – Parigi, 31 maggio 1832) è stato un matematico francese.
Ragazzo prodigio, poco più che adolescente riuscì a determinare un metodo generale per scoprire se un polinomio ha delle radici, risolvendo così un problema della matematica vecchio di millenni.
Il suo lavoro ha posto le basi per la teoria che porta il suo nome, la Teoria di Galois appunto, un'importante branca dell'algebra astratta; ha creato inoltre i gruppi che, ugualmente, portano il suo nome: i gruppi di Galois. Fu anche il primo ad utilizzare il termine gruppo in matematica per definire un insieme di possibili permutazioni di elementi.
Morì durante un duello a soli vent'anni di età.
Nel 1828 cercò di essere ammesso all'École polytechnique ma fallì l'esame d'ammissione. Ritentò l'anno successivo ma venne nuovamente bocciato, sempre all'esame d'ammissione. Leggenda vuole che considerasse gli esercizi di matematica banali e non interessanti e che quindi si rifiutasse di risolverli. Esasperato dall'esaminatore che gli voleva imporre di risolvere quegli esercizi, egli gli avrebbe scagliato contro il cancellino utilizzato per pulire la lavagna.
È più probabile che il giovane studente si fosse semplicemente rifiutato di giustificare affermazioni e passaggi che a suo dire erano banali. Sicuramente - secondo gli storici - ad influenzare pesantemente il suo comportamento potrebbe essere stata la morte del padre, dovuta a suicidio.
La memoria di Galois sulla teoria delle equazioni è stata proposta diverse volte per la pubblicazione ma non venne mai pubblicata mentre lui era in vita. Inizialmente il matematico fece pervenire la sua memoria a Cauchy. Questi la esaminò e gli disse di modificarla dato che coincideva in alcuni punti con un lavoro di Abel. Galois modificò la memorie e la inviò a Fourier verso l'inizio del 1830 per poter competere la Gran Premio indetto dall'Accademia. Sfortunatamente Fourier morì e della memoria si persero le tracce. Il premio fu assegnato ad Abel e a Jacobi. Nonostante la scomparsa della memoria, Galois pubblicò quell'anno tre lavori dove gettò le basi della sua teoria, la Teoria di Galois.
Nel gennaio 1831, Galois inviò al matematico Poisson un breve riassunto dei suoi lavori chiedendogli di presentare il suo lavoro all'Accademia. Nello stesso anno, mentre è in carcere (è un rivoluzionario convinto), Galois riceve la risposta di Poisson. Questi rifiuta il lavoro, affermando che l'esposizione non è chiara e che è impossibile analizzare con chiarezza la rigorosità della sua esposizione. Lo invita a lavorare per rendere il lavoro più rigoroso e comprensibile.
Si è molto discusso sull'importanza di quel lavoro e sul perché un matematico intelligente come Poisson non sia stato in grado di riconoscere il valore della memoria. Poisson riceveva moltissimi lavori da esaminare e probabilmente la difficoltà del manoscritto e la sua contorta esposizione lo hanno dissuaso da uno studio attento. Bisogna notare che altri matematici pur non comprendendo a pieno il lavoro di Galois riconobbero in esso grandi potenzialità come per esempio Cauchy.
Galois era un fervente repubblicano, è famoso un suo brindisi al Re con in mano un coltello. Questo brindisi lo portò in prigione e solo grazie a degli amici che testimoniarono a suo favore riuscì ad essere scarcerato.
Galois morì durante un duello che sembra si sia combattuto per salvare l'onore di una donna che il giovane amava. Vi sono altre versioni che accusano la polizia segreta del Re della responsabilità del duello affermando che la motivazione dell'onore fu solo una copertura per nascondere un omicidio politico. Quale sia la vera versione non è noto. È certo invece che Evariste fosse sicuro di morire durante quel duello. Infatti passò tutta la notte prima del duello a cercare di sistemate i suoi lavori matematici e in questi vi sono delle annotazioni in cui afferma che gli manca il tempo per un esposizione più completa e chiara.
Il 30 maggio 1832 di prima mattina veniva colpito da un proiettile all'addome e il giorno seguente moriva (probabilmente di peritonite) all'ospedale di Cochin. Le sue ultime parole, dette a suo fratello Alfred furono: Non piangere! Ho bisogno di tutto il mio coraggio per morire a vent'anni.
I contributi matematici di Galois furono alla fine pubblicati nel 1843 da Liouville che, ricevuto il manoscritto, lo lesse attentamente e lo sistemò per rendere l'esposizione più semplice. Liouville dichiarò che effettivamente Galois aveva risolto il problema proposto e in seguito risolto da Abel. Il manoscritto fu pubblicato nel numero di ottobre-dicembre sul "Giornale di Matematica pura e applicata".
Ragazzo prodigio, poco più che adolescente riuscì a determinare un metodo generale per scoprire se un polinomio ha delle radici, risolvendo così un problema della matematica vecchio di millenni.
Il suo lavoro ha posto le basi per la teoria che porta il suo nome, la Teoria di Galois appunto, un'importante branca dell'algebra astratta; ha creato inoltre i gruppi che, ugualmente, portano il suo nome: i gruppi di Galois. Fu anche il primo ad utilizzare il termine gruppo in matematica per definire un insieme di possibili permutazioni di elementi.
Morì durante un duello a soli vent'anni di età.
Nel 1828 cercò di essere ammesso all'École polytechnique ma fallì l'esame d'ammissione. Ritentò l'anno successivo ma venne nuovamente bocciato, sempre all'esame d'ammissione. Leggenda vuole che considerasse gli esercizi di matematica banali e non interessanti e che quindi si rifiutasse di risolverli. Esasperato dall'esaminatore che gli voleva imporre di risolvere quegli esercizi, egli gli avrebbe scagliato contro il cancellino utilizzato per pulire la lavagna.
È più probabile che il giovane studente si fosse semplicemente rifiutato di giustificare affermazioni e passaggi che a suo dire erano banali. Sicuramente - secondo gli storici - ad influenzare pesantemente il suo comportamento potrebbe essere stata la morte del padre, dovuta a suicidio.
La memoria di Galois sulla teoria delle equazioni è stata proposta diverse volte per la pubblicazione ma non venne mai pubblicata mentre lui era in vita. Inizialmente il matematico fece pervenire la sua memoria a Cauchy. Questi la esaminò e gli disse di modificarla dato che coincideva in alcuni punti con un lavoro di Abel. Galois modificò la memorie e la inviò a Fourier verso l'inizio del 1830 per poter competere la Gran Premio indetto dall'Accademia. Sfortunatamente Fourier morì e della memoria si persero le tracce. Il premio fu assegnato ad Abel e a Jacobi. Nonostante la scomparsa della memoria, Galois pubblicò quell'anno tre lavori dove gettò le basi della sua teoria, la Teoria di Galois.
Nel gennaio 1831, Galois inviò al matematico Poisson un breve riassunto dei suoi lavori chiedendogli di presentare il suo lavoro all'Accademia. Nello stesso anno, mentre è in carcere (è un rivoluzionario convinto), Galois riceve la risposta di Poisson. Questi rifiuta il lavoro, affermando che l'esposizione non è chiara e che è impossibile analizzare con chiarezza la rigorosità della sua esposizione. Lo invita a lavorare per rendere il lavoro più rigoroso e comprensibile.
Si è molto discusso sull'importanza di quel lavoro e sul perché un matematico intelligente come Poisson non sia stato in grado di riconoscere il valore della memoria. Poisson riceveva moltissimi lavori da esaminare e probabilmente la difficoltà del manoscritto e la sua contorta esposizione lo hanno dissuaso da uno studio attento. Bisogna notare che altri matematici pur non comprendendo a pieno il lavoro di Galois riconobbero in esso grandi potenzialità come per esempio Cauchy.
Galois era un fervente repubblicano, è famoso un suo brindisi al Re con in mano un coltello. Questo brindisi lo portò in prigione e solo grazie a degli amici che testimoniarono a suo favore riuscì ad essere scarcerato.
Galois morì durante un duello che sembra si sia combattuto per salvare l'onore di una donna che il giovane amava. Vi sono altre versioni che accusano la polizia segreta del Re della responsabilità del duello affermando che la motivazione dell'onore fu solo una copertura per nascondere un omicidio politico. Quale sia la vera versione non è noto. È certo invece che Evariste fosse sicuro di morire durante quel duello. Infatti passò tutta la notte prima del duello a cercare di sistemate i suoi lavori matematici e in questi vi sono delle annotazioni in cui afferma che gli manca il tempo per un esposizione più completa e chiara.
Il 30 maggio 1832 di prima mattina veniva colpito da un proiettile all'addome e il giorno seguente moriva (probabilmente di peritonite) all'ospedale di Cochin. Le sue ultime parole, dette a suo fratello Alfred furono: Non piangere! Ho bisogno di tutto il mio coraggio per morire a vent'anni.
I contributi matematici di Galois furono alla fine pubblicati nel 1843 da Liouville che, ricevuto il manoscritto, lo lesse attentamente e lo sistemò per rendere l'esposizione più semplice. Liouville dichiarò che effettivamente Galois aveva risolto il problema proposto e in seguito risolto da Abel. Il manoscritto fu pubblicato nel numero di ottobre-dicembre sul "Giornale di Matematica pura e applicata".
08/11/06
PROTOTIPAZIONE RAPIDA...
metodologia dei prototipi
- determinare la fattibilità
- studiare il sistema attuale
- definizione prototipo
- realizzazione del prototipo
- convertire il sistema
- installare il sistema nuovo
- determinare la fattibilità
- studiare il sistema attuale
- definizione prototipo
- realizzazione del prototipo
- convertire il sistema
- installare il sistema nuovo
07/11/06
06/11/06
IL RIFUGIO PALU'..
Venerdi 10 Novembre quando andremo al Palù per riprenderci un pò dal faticoso cammino...
...sosteremo nel rinomato rifugio Palù,,
dove ci aspettano gusti e sapori malenchi, riscaldati da un fuoco sempre acceso, che si scoprono soltanto col tempo.
Mezz’ora o un’ora al massimo. Il tempo che impieghi dall’arrivo della funivia o da San Giuseppe.
A pranzo o a cena vi aspetta la cucina tipica valtellinese.
Disponibilità di alloggio in camere confortevoli.
Possibilità di rientro alla stazione della funivia con motoslitta.Al Lago Palù troverete l’accoglienza di un rifugio a gestione famigliare, dove l’ottima cucina tipica valtellinese, le torte fatte in casa, un buon bicchiere di rosso e quattro chiacchiere in amicizia non mancano mai.
Il tutto in una natura incantevole, ma a mezz’ora dall’auto e a pochi passi dalla funivia dell’Alpe Palù
Alle escursioni nei dintorni e nel gruppo montuoso del Bernina, si aggiungono le possibilità della pesca alla trota e, nella stagione invernale, la pratica dello sci, sia di alpinismo che di fondo sul tracciato ben battuto che si snoda sulle rive del lago e nei boschi che lo circondano, ma anche sulla pista grazie ai moderni e vicinissimi impianti dell’Alpe Palù.
Ho ricavato queste info dal sito ufficiale del rifugio,,
...sosteremo nel rinomato rifugio Palù,,
dove ci aspettano gusti e sapori malenchi, riscaldati da un fuoco sempre acceso, che si scoprono soltanto col tempo.
Mezz’ora o un’ora al massimo. Il tempo che impieghi dall’arrivo della funivia o da San Giuseppe.
A pranzo o a cena vi aspetta la cucina tipica valtellinese.
Disponibilità di alloggio in camere confortevoli.
Possibilità di rientro alla stazione della funivia con motoslitta.Al Lago Palù troverete l’accoglienza di un rifugio a gestione famigliare, dove l’ottima cucina tipica valtellinese, le torte fatte in casa, un buon bicchiere di rosso e quattro chiacchiere in amicizia non mancano mai.
Il tutto in una natura incantevole, ma a mezz’ora dall’auto e a pochi passi dalla funivia dell’Alpe Palù
Alle escursioni nei dintorni e nel gruppo montuoso del Bernina, si aggiungono le possibilità della pesca alla trota e, nella stagione invernale, la pratica dello sci, sia di alpinismo che di fondo sul tracciato ben battuto che si snoda sulle rive del lago e nei boschi che lo circondano, ma anche sulla pista grazie ai moderni e vicinissimi impianti dell’Alpe Palù.
Ho ricavato queste info dal sito ufficiale del rifugio,,
05/11/06
festa in garage&palù
Buona sera a tutti..
Venerdì 10 nov andiamo al Palù..Ci attende una lunga sgambata..
Uno degli obbiettivi di quest’anno è appunto la montagna, io l’Anna e la Kika ci applicheremo per catturare i momenti più salienti di questa escursione attraverso dei filmatini e dei reportages fotografici..(un altro degli obbiettivi da perseguire è la fotografia)..
Spero che non sarà troppo freddo (anche se ci scalderemo camminando) perché in questi giorni le temperature si stanno un po’ abbassando..
Cambiando discorso..ieri sera ho aiutato mio fratello nel terzo appuntamento del JONNI ROCKS,,mi sono divertita, ho conosciuto tante persone interessanti..anche se ieri non abbiamo avuto il “pienone”..
Oggi sono contenta anche se ho passato un pomeriggio veramente triste.. sono andata in montagna, a San Giacomo, sopra ad Albosaggia, con la convinzione di andare a cavallo e sarebbe stata la prima volta..ma sorpresa sorpresina di cavalli neanche l’ombra..mio zio all’ultimo momento ha cambiato idea e non è più venuto con i cavalli..e così io e l’Anna abbiamo passato tutti il pome in un agriturismo popolato da tantissimi vecchi (senza nulla togliere agli anziani) però non era proprio il pome che mi ero immaginata,,
Avete visto che luna qst sera??E’ troppo meravigliosa illumina tantissimo..
Ieri sera ho anche divulgato l’indirizzo del mio blog..dai venite a trovarmi..il mio blog è bellissimo..
Bravo Sammy che ieri sera sei venuto alla festa!!
Ora vi lascio..
Notte notte..
Venerdì 10 nov andiamo al Palù..Ci attende una lunga sgambata..
Uno degli obbiettivi di quest’anno è appunto la montagna, io l’Anna e la Kika ci applicheremo per catturare i momenti più salienti di questa escursione attraverso dei filmatini e dei reportages fotografici..(un altro degli obbiettivi da perseguire è la fotografia)..
Spero che non sarà troppo freddo (anche se ci scalderemo camminando) perché in questi giorni le temperature si stanno un po’ abbassando..
Cambiando discorso..ieri sera ho aiutato mio fratello nel terzo appuntamento del JONNI ROCKS,,mi sono divertita, ho conosciuto tante persone interessanti..anche se ieri non abbiamo avuto il “pienone”..
Oggi sono contenta anche se ho passato un pomeriggio veramente triste.. sono andata in montagna, a San Giacomo, sopra ad Albosaggia, con la convinzione di andare a cavallo e sarebbe stata la prima volta..ma sorpresa sorpresina di cavalli neanche l’ombra..mio zio all’ultimo momento ha cambiato idea e non è più venuto con i cavalli..e così io e l’Anna abbiamo passato tutti il pome in un agriturismo popolato da tantissimi vecchi (senza nulla togliere agli anziani) però non era proprio il pome che mi ero immaginata,,
Avete visto che luna qst sera??E’ troppo meravigliosa illumina tantissimo..
Ieri sera ho anche divulgato l’indirizzo del mio blog..dai venite a trovarmi..il mio blog è bellissimo..
Bravo Sammy che ieri sera sei venuto alla festa!!
Ora vi lascio..
Notte notte..
02/11/06
Andrea Mantegna!!
Alcune nozioni sull’artista..
Arrivato a Mantova nel 1460, dove rimane fino alla morte avvenuta nel 1506, Mantegna diviene pittore di corte dei Gonzaga, riservando il suo genio al servizio esclusivo della famiglia. È, infatti, Ludovico Gonzaga a richiedere fortemente la presenza del pittore a corte, dove dipinge alcune delle sue opere più celebri.
Martedì 24 ottobre 2006 le classi 4^A e 4^B programmatori, accompagnate dai prof Cervatti, Casiraghi e Monari, si sono diretti in visita guidata a Mantova.
Motivo della visita è stata la visione dell’esposizione di quadri dipinti da Andrea Mantenga e suoi seguaci.
La mostra - curata da Mauro Lucco - illustra compiutamente il percorso creativo del maestro che a Mantova giunge alla piena maturità artistica. Eccezionalmente concessi dai più prestigiosi musei italiani e stranieri, saranno presenti in mostra molti dei capolavori del Mantegna, oltre alle opere di Lorenzo Costa e di chi ha lavorato nel suo tempo, come Nicolò Solimani, Francesco Bonsignori e il fratello Girolamo, Lorenzo Leonbruno, Bernardino Parentino, Gian Francesco Caroto, Vincenzo Civerchio, Girolamo da Treviso il Giovane, Gian Francesco Tura, Francesco Verla.
La visita è stata interessante, anche se, la guida non è riuscita pienamente nel suo intento di catturare la nostra attenzione.
Arrivato a Mantova nel 1460, dove rimane fino alla morte avvenuta nel 1506, Mantegna diviene pittore di corte dei Gonzaga, riservando il suo genio al servizio esclusivo della famiglia. È, infatti, Ludovico Gonzaga a richiedere fortemente la presenza del pittore a corte, dove dipinge alcune delle sue opere più celebri.
Martedì 24 ottobre 2006 le classi 4^A e 4^B programmatori, accompagnate dai prof Cervatti, Casiraghi e Monari, si sono diretti in visita guidata a Mantova.
Motivo della visita è stata la visione dell’esposizione di quadri dipinti da Andrea Mantenga e suoi seguaci.
La mostra - curata da Mauro Lucco - illustra compiutamente il percorso creativo del maestro che a Mantova giunge alla piena maturità artistica. Eccezionalmente concessi dai più prestigiosi musei italiani e stranieri, saranno presenti in mostra molti dei capolavori del Mantegna, oltre alle opere di Lorenzo Costa e di chi ha lavorato nel suo tempo, come Nicolò Solimani, Francesco Bonsignori e il fratello Girolamo, Lorenzo Leonbruno, Bernardino Parentino, Gian Francesco Caroto, Vincenzo Civerchio, Girolamo da Treviso il Giovane, Gian Francesco Tura, Francesco Verla.
La visita è stata interessante, anche se, la guida non è riuscita pienamente nel suo intento di catturare la nostra attenzione.
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